SFUMATURE D’ARTE V.V.

Dal ritratto alla poesia, arte e fantasia secondo Valentina e Vivien

L’ansia da prestazione

Vi raccontavo alcuni giorni fa della mia scelta di coniugare passione e lavoro mettendo a frutto la mia capacita’ artistica. Ma non vi ho raccontato come sono giunta a questa decisione.
Effettivamente non è stata una scelta automatica, perchè non avevo mai pensato di eseguire ritratti su richiesta.
Li facevo con molta cura, soltanto per me, per istinto, piacere.
E’ stato dopo averne eseguiti alcuni a gentile richiesta di amici che è nata l’idea di lasciare il lavoro che stavo facendo, per dedicarmi completamente a questa arte.
Cosi’, ho pensato ad un sito internet per lanciare la mia proposta e sinceramente sono soddisfatta della risposta ottenuta, sia dai visitatori, che dagli esperti d’arte.
Ma stante la mia attuale organizzazione, non ho ancora deciso se questa potra’ essere la mia definitiva carriera o se tornerò sui miei passi.
Mi ritrovo sovraccarica, certamente a causa della nuova forma di organizzazione alla quale non ero abituata, devo strutturare il mio modus operandi per riuscire ad accogliere tutte le richieste senza affanno.
Già, perchè proprio in questi giorni, sono presa dall’ansia delle richieste, dall’effetto negativo che produce in me il dover rispondere che non posso eseguire l’opera nei tempi desiderati dal cliente.
Io per fare un ritratto impiego alcuni giorni, sarà perchè faccio tutti i tratti, osservo e disegno tutti i particolari e questo, credetemi, assorbe molto tempo.
Come faccio a rispondere che in due giorni posso terminare un ritratto fotografico (per fotografico intendo la massima somiglianza con il soggetto)?
In questi giorni ho dovuto rinunciare ad alcune richieste proprio a causa del tempo che forse devo imparare a gestirmi.
Ma mi ritrovo a lavorare qualcosa come 12-14 ore al giorno, trascurando la parte sentimentale, che pure è importante in questo momento della mia vita.
Ma c’è qualche collega che riesce a fare piu’ di 5 o 6 ritratti di medie dimensioni (perchè questa è la richiesta prevalente: formato A3 o A2 o anche piu’) in un mese, senza tensione e ritagliandosi un pochino della giornata per se stesso? Io credo di si’, perchè qualcuno dichiara di farlo in 3 giorni, ma come fa?
E poi, c’è chi riesce a fare ritratti anche da foto sfocate, o piccolissime, o cosi’ distanti da non permettere di vedere i particolari del soggetto?
:-(

3 Commenti »

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3 Risposte a “L’ansia da prestazione”

  1. annalisa dice:

    Ciao valentina,
    piccola mi fa cosi tenerezza la tua ansia sensata…si,sensata,perchè non sono qui a raccontarti di non avere paura,sarebbe un grande errore! Quello che voglio dirti è di fare della tua paura,della tua ansia una risorsa.L’ansia esiste perche’ metti in gioco l’anima nel tuo lavoro-non lavoro e quando smetterai di provarla sara’ perche’ ti sarai persa in ritratti o cmq lavori “in serie”,senza quel lampo negli occhi del soggetto,senza quella smorfia sulle labbra che raccontano un viaggio piu’ che una fredda immagine.Io non ti conosco molto,è vero,ma certe persone anche se profondamente diverse arrivano a toccarsi dal di dentro e a scoprire tacitamente risorse e capacita dell’altro che uniscono in alchimia…Questo è cio che sento quando ti sono vicina ed ecco perche’ posso dire con certezza che non ti perderai mai in ritratti nudi perche’ li riempirai sempre con quel tuo bagaglio di umanità e fragilità che è oscuro solo agli occhi di chi non vuole vedere.
    Fai un sospiro e inizia la tua avventura senza troppe domande,la capacita di organizzazione arriva con l’esperienza,concediti i tuoi tempi,concediti qualche no e credimi se ti dico che quando ci metti tutta te stessa non c’e’ mai fallimento.
    Ps Chi ti ama ti sorregge in tutto cio,anche da lontano,anche in silenzio,anche sbuffando,sii felice di cio che fai anche per queste persone.
    con affetto
    annalisa

  2. Valentina dice:

    Grazie Annalisa, le tue parole sono toccanti.
    Certo, con il tempo imparerò, forse, ad organizzarmi e questi stati d’ansia saranno soltanto un ricordo.
    Cio’ che ultimamente mi ha preoccupata di piu’ e’ stato il timore di arrivare a non amare piu’ questo mestiere. Eppure ogni volta che ho davanti un volto sconosciuto, di cui spesso non so assolutamente nulla, mi ritrovo ad amarlo e a sentirmi cullata e viva in esso.
    Ed e’ proprio questo che avevo paura di perdere… questa forte sensazione che riempie.
    Ma grazie anche alle persone come te, mi rendo conto di aver intrapreso il cammino giusto, l’unica cosa che posso fare con le mie mani, che mi da’ piena e costante soddisfazione.
    Ho sempre davanti agli occhi qualcuno che mi guarda e qualcuno che guardera’ quello che io guardo e cio’ e’ fenomenale, perche’ capto delle sensazioni che trasporto e affido a qualcun altro, il quale le vivra’ come meglio crede: ognuno con l’intensita’ che gli e’ propria… io la mia ce la metto tutta!
    Sento il sostegno che e’ come una luce guida.
    Mi piace, mi piace, mi piace!
    Nonostante le difficolta’ e i momenti difficili, ci sono io in ogni tratto, io e tutti quelli che mi sono vicini veramente.
    Mi hai fatto bene, grazie.
    Valentina

  3. annalisa dice:

    Grazie a te !(e nn è retorica)
    Ne parliamo piu avanti quando ci incontriamo,magari davanti ad uno di quei deliziosi piatti che preparate tu e Vito…
    In bocca al lupo!(ps piu avanti credo che ti commissionerò qualche altro lavoro,per ora dedicati a ciò che stai facendo,io non ho mai fretta! ;) )

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