SFUMATURE D’ARTE V.V.

Dal ritratto alla poesia, arte e fantasia secondo Valentina e Vivien

Oltre l’apparenza

Sarà capitato anche a voi di guardare e apprezzare delle foto soltanto per la bellezza del soggetto o la straordinaria bravura del fotografo, ma senza osservarne i particolari. Peccato, perchè ci sono foto davvero stupefacenti sotto questo profilo. Io, invece, colgo i particolari dei soggetti ai quali faccio il ritratto ed ho come la sensazione di far affiorare un’espressione altrimenti passata inosservata. Per dirla con parole della poetessa VIVIEN: attraverso l’arte, ogni soggetto ha un’anima "anche gli animali hanno un modo di essere, di esprimersi… la poesia permette di cogliere ciò che "va oltre", così come i ritratti, le fotografie, la musica; ogni forma di vera arte coglie il "mistero" in tutto ciò che ci circonda e trasmette "calore". Per questo io scrivo con tutti i sensi, rispettando ciò a cui rivolgo la mia attenzione, come tu fai con i ritratti".

Salvaguardare l’arte in tutte le sue espressioni

Voglio esprimere la mia solidarietà agli “artisti di strada”, che, amati dal pubblico, sono sempre a rischio di “sfratto”, come se il decoro della città dipendesse da queste esposizioni.

Una città come Roma, ad esempio, dovrebbe preoccuparsi della sporcizia ai bordi delle strade, la manutenzione. Non sono gli artisti di piazza Navona a deturpare il paesaggio, anzi, rendono pittoresca una zona ad alta vocazione turistica.

Sono quarant’anni che stiamo qui. Facciamo colore e folklore. E abbiamo l’opinione pubblica dalla nostra parte. Stiamo raccogliendo migliaia di firme e riceviamo dimostrazioni di solidarietà anche a livello internazionale”. È agguerrito e determinato Giamprovvè, storico ritrattista di piazza Navona, mentre commenta l’approvazione della delibera con cui la giunta comunale stabilisce il divieto di occupare lo spazio Centrale di Piazza Navona con qualsiasi tipo di attività commerciale. “Abbiamo appreso la notizia dai giornali, dopo che sono anni che sollecitiamo le forze dell’ordine e l’amministrazione comunale a prendere provvedimenti contro i numerosissimi abusivi che ogni giorno riempiono la piazza - denuncia ancora il pittore -. E adesso fanno fare a noi la parte dei cattivi, di quelli che deturpano. In realtà a noi più che agli altri sta a cuore il rispetto architettonico e urbanistico del cuore di Roma”.Nella nota del Campidoglio si legge che Piazza Navona “è stata aggravata da una seria eccessiva di occupazioni che hanno reso sempre meno fruibile la visione architettonica e artistica della piazza. L’operazione ‘decoro’ voluta dal sindaco Walter Veltroni prevede la rigorosa tutela della piazza, con il conseguente spostamento di tutte quelle attività che da tempo causano un sovraffollamento della piazza stessa, impedendone a cittadini e
turisti la piena fruizione, la completa visione, creando anche problemi relativi alla sicurezza e al controllo dell’ordine pubblico”.
Dura replica del vice-presidente dell’associazione Artisti Piazza Navona, Giovanbattista Manca: “avremo una risposta adeguata alla pressione che ci faranno. Di qui non ci muoviamo. Ci hanno fatto sostenere gli esami per verificare se fossimo artisti ‘veri’, paghiamo per l’occupazione di suolo pubblico, per l’Ici, ci hanno richiesto i certificati di buona condotta e l’antimafia. E adesso non ci hanno neanche interpellato. In un sistema democratico bisogna confrontarsi con le parti sociali. Non capisco questa mossa di Veltroni, così a ridosso delle elezioni. Adesso noi giocheremo la nostra partita”.

Un bambino di 2 anni passeggia con la nonna e la mamma tra le bancarelle. Si chiama Gabriele e viene qui ogni giorno a comprare qualcosa o anche solo a guardare la gente che passa. Lo conoscono tutti. Si ferma a parlare con Manna Saha, che lavora qui da 5 anni e che racconta che grazie alla sua occupazione di ambulante ha imparato 5 lingue. “Sono preoccupato - spiega il giovane -. Ogni giorno passano tantissimi turisti. Questa piazza è famosa in tutto il mondo così com’è. Non riesco a credere che ci vogliano mandare via”.
L’assessore al commercio Franco Cioffarelli auspica dal canto suo che i pittori formulino “proposte su sistemazioni alternative, che saranno prese in considerazione. C’è una settimana di tempo dall’approvazione della delibera per decidere una nuova collocazione dei 60 artisti”.

Veltroni, giù le mani dai pittori, dai ritrattisti, dai caricaturisti di piazza Navona - tuona Michele Bonatesta, senatore di An - Potrei anche essere d’accordo nel liberare la piazza dagli ambulanti e dalle loro bancarelle, ma non vedo come lo sgombero dei pittori, dei ritrattisti e dei caricaturisti possa avere qualcosa a che fare con la riqualificazione del sito e con il ristabilimento del decoro e del prestigio. Questo è uno dei posti più amati del pianeta, frequentato ogni giorno da migliaia di visitatori. In tutte le grandi Capitali europee, come ad esempio a Montmartre a Parigi, nel luogo più significativo della città, ci sono pittori, ritrattisti e caricaturisti“.
Giamprovvè, che oltre a dipingere è anche presidente dell’associazione Artisti Piazza Navona, mostra le lettere scritte a Veltroni nell’ultimo anno, che denunciavano “l’abbandono della piazza da parte delle forze dell’ordine. Solo la polizia qualche volta è venuta in nostro aiuto, provvedendo a ripristinare la legalità, allontanando gli abusivi”.

Da qualche tempo, invece delle consuete 130 postazioni fisse ne sono rimaste 52, in turnazione. Valentina Provvedi, giovane ritrattista, lavora qui da anni, e ama molto questa professione, che la tiene così vicina alla gente. Ci hanno anche ‘rinchiuso’ fra quattro chiodi - spiega -. Ognuno di noi ha due metri quadrati di spazio, delimitati appunto da quattro chiodi conficcati nei sampietrini. Non possiamo assolutamente ’sforare’ e siamo responsabili della pulizia e dell’ordine di quest’area”. È amareggiato anche Vassile Droj, rumeno, qui a piazza Navona da 18 anni, che ribadisce: “noi siamo i primi a volere il decoro, la bellezza, la pulizia e l’ordine. Siamo artisti e amiamo il bello. Sta alle forze di polizia far rispettare la legalità, non a noi”. Con i pittori solidarizzano anche i gestori di alcuni bar e ristoranti che si affacciano sulla piazza. “È giusto allontanare gli ambulanti che deturpano la piazza - dice il gestore del caffe’ di Colombia - ma i pittori no. Quelli fanno parte dell’ ambiente. Occorre invece un regolamento che allontani i tanti extracomunitari che fanno compravendita dei dipinti di altri, confondendosi con i pittori”.

A terra si leggono una serie di cartelli provocatori: Caritas prepara la cena”, “Veltroni non hai né Arte né parte”, “Non c’è posto per noi dopo 40 anni“. In un banchetto si raccolgono le firme contro il provvedimento comunale. Artisti e passanti, turisti e ambulanti sono tutti d’accordo: sì al rispetto della legalità e alla lotta all’abusivismo, ma non al prezzo di scippare a Roma, ai romani e ai turisti uno dei suoi luoghi più caratteristici e tradizionali.

Articolo apparso su Romaone.it

Valentina

E continuo a sognare

Cenerentola Disney

I sogni son desideri
di felicità.
Nel sonno non hai pensieri
Ti esprimi con sincerità.
Se hai fede chissà che un giorno
La sorte non ti arriderà.
Tu sogna e spera fermamente
Dimentica il presente
E il sogno realtà diverrà.

… e il sogno continua. Io ci credo fino a quando non mi schiantero’ di brutto.

La passione prende forma

Terminata la scuola media, stavo iscrivendomi al liceo classico. Mah, era una promessa che avevo fatto un paio d’anni prima: diventare medico. Non ho mica mai capito perche’. So che avrei fallito, visto quanto mi impressionano le ferite e  la chirurgia.

Ma io ero convinta di dover tener fede ad una specie di promessa che avevo fatto qualche anno prima.  Mi accingevo, cosi’, tristemente, a percorrere una strada a me non congeniale e che, prima o poi avrei lasciato.

I sogni son desideri di felicità  :-)

Fortunatamente ho una famiglia sensibile e attenta. Poco prima dell’iscrizione al liceo, mia madre mi prese in disparte e comincio’ ad “indagare” nel mio “taciuto”.  Dapprima volle approfondire il perche’ della mia scelta, perche’ stavo iscrivendomi al classico. Mi disse che non mi vedeva nè convinta, nè serena.    Poi inizio’ a discorrere, prendendola alla larga: disse che ci sono dei sogni nel cassetto che talvolta rimangono chiusi lì per paura, anche solo di deludere le persone care.   “Ebbene”, disse, “i sogni non devono restare chiusi in un cassetto, dobbiamo avere la forza di tirarli fuori e provare a realizzarli.                                 I sogni son desideri… 

sono la speranza di ogni essere umano e per questo si alimentano, a volte possono infrangersi, possono deluderci, ma non verranno rimossi e dimenticati del tutto!    

E concludendo mi disse che dovevo scegliere il mio percorso in sintonia con le mie aspettative, la mia inclinazione e i miei desideri.     Mi incoraggio’, quindi, a ripensarci e mi invito’ ad iscrivermi al liceo artistico. 

Io non credevo alle mie orecchie, ero convinta che proprio loro fossero contrari a tale scelta e invece… lo stimolo venne proprio da loro: una potente iniezione di fiducia che mi fece un gran bene.

Storia di una passione

Come ritrattista credo di aver iniziato molto presto. All’eta’ di 4 - 5 anni, già mi dilettavo con matita o penna a tratteggiare le figure umane. Non ero incline a colorarle, prediligevo il tratto in bianco e nero, che il piu’ delle volte interrompevo. Il bello e’ che i miei genitori non buttavano mai un mio schizzo, forse perche’ non volevano mortificare il mio “talento” :-)

Ricordo che quando mi portavano in ufficio, io sottraevo tanta di quella carta extrastrong per le mie “espressioni artistiche”, il piu’ delle volte sprecata, ma nessuno mi rimproverava.  Anche la nonna mi lasciava fare, passavo molto tempo da lei e disegnavo persino sulle agende, su qualsiasi foglio immacolato che trovassi. “Che bello”, pensavo, ”ora ci penso io”.

Dopo anni ho ritrovato cartelline zeppe delle mie incompiute. Tracciavo una figura, la vestivo con abiti eleganti, sontuosi o essenziali, sexy,  costumi, costumi d’epoca…  tanto che mia nonna mi diceva che avrei fatto la stilista di moda, eheheh.   In realtà non sono mai stata attratta da quel mondo, perchè a quello, preferivo dare risalto al viso.  

Occhi… quanti occhi ho disegnato. Soprattutto occhi e bocche, il resto passava in secondo piano. 

Anche durante l’adolescenza non perdevo occasione per tratteggiare volti e figure umane. Durante le conversazioni telefoniche, o guardando la tv, o ascoltando musica, a scuola, ovunque.   E’ inutile dire che il disegno veniva prima dello studio e che sognavo di diventare artista.

GZ Calendar Date Style by GialloZafferano.it