Ritratto di gatto
Pubblicato da Valentina
Ma guardate che bello.
Mi sono imbattuta per caso nel sito della collega Claudia Loro e…

… mi sono persa ad ammirare quei musetti deliziosi, visibili nel suo sito: www.claudialoro.it
Sarà il mio amore per gli animali a 4 zampe, sarà che mi manca tanto la mia Isotta di cui prima o poi vi parlerò.
Salvaguardare l’arte in tutte le sue espressioni
Pubblicato da Valentina
Voglio esprimere la mia solidarietà agli “artisti di strada”, che, amati dal pubblico, sono sempre a rischio di “sfratto”, come se il decoro della città dipendesse da queste esposizioni.
Una città come Roma, ad esempio, dovrebbe preoccuparsi della sporcizia ai bordi delle strade, la manutenzione. Non sono gli artisti di piazza Navona a deturpare il paesaggio, anzi, rendono pittoresca una zona ad alta vocazione turistica.
“Sono quarant’anni che stiamo qui. Facciamo colore e folklore. E abbiamo l’opinione pubblica dalla nostra parte. Stiamo raccogliendo migliaia di firme e riceviamo dimostrazioni di solidarietà anche a livello internazionale”. È agguerrito e determinato Giamprovvè, storico ritrattista di piazza Navona, mentre commenta l’approvazione della delibera con cui la giunta comunale stabilisce il divieto di occupare lo spazio Centrale di Piazza Navona con qualsiasi tipo di attività commerciale. “Abbiamo appreso la notizia dai giornali, dopo che sono anni che sollecitiamo le forze dell’ordine e l’amministrazione comunale a prendere provvedimenti contro i numerosissimi abusivi che ogni giorno riempiono la piazza - denuncia ancora il pittore -. E adesso fanno fare a noi la parte dei cattivi, di quelli che deturpano. In realtà a noi più che agli altri sta a cuore il rispetto architettonico e urbanistico del cuore di Roma”.Nella nota del Campidoglio si legge che Piazza Navona “è stata aggravata da una seria eccessiva di occupazioni che hanno reso sempre meno fruibile la visione architettonica e artistica della piazza. L’operazione ‘decoro’ voluta dal sindaco Walter Veltroni prevede la rigorosa tutela della piazza, con il conseguente spostamento di tutte quelle attività che da tempo causano un sovraffollamento della piazza stessa, impedendone a cittadini e
turisti la piena fruizione, la completa visione, creando anche problemi relativi alla sicurezza e al controllo dell’ordine pubblico”.
Dura replica del vice-presidente dell’associazione Artisti Piazza Navona, Giovanbattista Manca: “avremo una risposta adeguata alla pressione che ci faranno. Di qui non ci muoviamo. Ci hanno fatto sostenere gli esami per verificare se fossimo artisti ‘veri’, paghiamo per l’occupazione di suolo pubblico, per l’Ici, ci hanno richiesto i certificati di buona condotta e l’antimafia. E adesso non ci hanno neanche interpellato. In un sistema democratico bisogna confrontarsi con le parti sociali. Non capisco questa mossa di Veltroni, così a ridosso delle elezioni. Adesso noi giocheremo la nostra partita”.
Un bambino di 2 anni passeggia con la nonna e la mamma tra le bancarelle. Si chiama Gabriele e viene qui ogni giorno a comprare qualcosa o anche solo a guardare la gente che passa. Lo conoscono tutti. Si ferma a parlare con Manna Saha, che lavora qui da 5 anni e che racconta che grazie alla sua occupazione di ambulante ha imparato 5 lingue. “Sono preoccupato - spiega il giovane -. Ogni giorno passano tantissimi turisti. Questa piazza è famosa in tutto il mondo così com’è. Non riesco a credere che ci vogliano mandare via”.
L’assessore al commercio Franco Cioffarelli auspica dal canto suo che i pittori formulino “proposte su sistemazioni alternative, che saranno prese in considerazione. C’è una settimana di tempo dall’approvazione della delibera per decidere una nuova collocazione dei 60 artisti”.
“Veltroni, giù le mani dai pittori, dai ritrattisti, dai caricaturisti di piazza Navona - tuona Michele Bonatesta, senatore di An - Potrei anche essere d’accordo nel liberare la piazza dagli ambulanti e dalle loro bancarelle, ma non vedo come lo sgombero dei pittori, dei ritrattisti e dei caricaturisti possa avere qualcosa a che fare con la riqualificazione del sito e con il ristabilimento del decoro e del prestigio. Questo è uno dei posti più amati del pianeta, frequentato ogni giorno da migliaia di visitatori. In tutte le grandi Capitali europee, come ad esempio a Montmartre a Parigi, nel luogo più significativo della città, ci sono pittori, ritrattisti e caricaturisti“.
Giamprovvè, che oltre a dipingere è anche presidente dell’associazione Artisti Piazza Navona, mostra le lettere scritte a Veltroni nell’ultimo anno, che denunciavano “l’abbandono della piazza da parte delle forze dell’ordine. Solo la polizia qualche volta è venuta in nostro aiuto, provvedendo a ripristinare la legalità, allontanando gli abusivi”.
Da qualche tempo, invece delle consuete 130 postazioni fisse ne sono rimaste 52, in turnazione. Valentina Provvedi, giovane ritrattista, lavora qui da anni, e ama molto questa professione, che la tiene così vicina alla gente. “Ci hanno anche ‘rinchiuso’ fra quattro chiodi - spiega -. Ognuno di noi ha due metri quadrati di spazio, delimitati appunto da quattro chiodi conficcati nei sampietrini. Non possiamo assolutamente ’sforare’ e siamo responsabili della pulizia e dell’ordine di quest’area”. È amareggiato anche Vassile Droj, rumeno, qui a piazza Navona da 18 anni, che ribadisce: “noi siamo i primi a volere il decoro, la bellezza, la pulizia e l’ordine. Siamo artisti e amiamo il bello. Sta alle forze di polizia far rispettare la legalità, non a noi”. Con i pittori solidarizzano anche i gestori di alcuni bar e ristoranti che si affacciano sulla piazza. “È giusto allontanare gli ambulanti che deturpano la piazza - dice il gestore del caffe’ di Colombia - ma i pittori no. Quelli fanno parte dell’ ambiente. Occorre invece un regolamento che allontani i tanti extracomunitari che fanno compravendita dei dipinti di altri, confondendosi con i pittori”.
A terra si leggono una serie di cartelli provocatori: “Caritas prepara la cena”, “Veltroni non hai né Arte né parte”, “Non c’è posto per noi dopo 40 anni“. In un banchetto si raccolgono le firme contro il provvedimento comunale. Artisti e passanti, turisti e ambulanti sono tutti d’accordo: sì al rispetto della legalità e alla lotta all’abusivismo, ma non al prezzo di scippare a Roma, ai romani e ai turisti uno dei suoi luoghi più caratteristici e tradizionali.
Articolo apparso su Romaone.it
Valentina