L’intervista
Pubblicato da Valentina
Rieccomi.
Sul numero di dicembre della rivista on line “Segreti di Pulcinella, è stata pubblicata una mia intervista. Non ero preparata a questo tipo di richiesta, però è stata un’esperienza piacevole, perchè ho rielaborato alcune considerazioni e fatto riaffiorare aspetti che credevo rimossi.
Vi rendo partecipi, la potete leggere qui.
Buona lettura.
Buone feste
Pubblicato da Valentina

Le gemelle
Pubblicato da Valentina
Dolly e Sally. Le mie “cane” 
I miei genitori avevano fatto una sorpresa a me e a mio fratello. Tornati da scuola le abbiamo trovate in giardino! Cucciolette, se ne stavano sdraiate vicine e vicine sotto un albero, forse ancora spaesate.
I miei volevano prendere un cane ed erano andati al canile. Lì però hanno visto queste due cucciolotte che dormivano quasi una sull’altra e non hanno avuto cuore di separarle. Cappero!!! io neanche ne aspettavo uno e me ne trovo 2, ben 2! Felicità.
Ritratti di poesia
Pubblicato da Valentina
Il 22 novembre a Roma, alle ore 18,00, presso la Sala delle Conferenze della Fondazione Cassa di Risparmio di Roma, Via del Corso 320, si terrà la seconda edizione della rassegna di poesia italiana contemporanea “RITRATTI DI POESIA”. Alla rassegna, curata da Vincenzo Mascolo, parteciperanno Maurizio Cucchi, Daniela Marcheschi, Patrizia Valduga e Sergio Zavoli.
Interverrà alla manifestazione il poeta Guido Oldani.
Il progetto della rassegna, giunta alla seconda edizione, è nato dall’esigenza di prendere le distanze da coloro i quali affermano che la poesia nella società contemporanea abbia perso la sua funzione.
L’iniziativa si propone di ricostruire la realtà della poesia italiana contemporanea al fine di testimoniarne la vitalità e di riaffermare con decisione la necessità della sua presenza.
Il suo intento è anche quello di porre l’accento sulla diversità di modalità artistica oggi presente nella poesia italiana e di tratteggiarne uno dei suoi possibili profili.
La rassegna, con questo nuovo appuntamento e grazie al successo della precedente edizione, è diventata un appuntamento tradizionale nel campo della poesia, che anche quest’anno è stato reso possibile dal contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Roma e di Gioco del Lotto- Lottomatica, da tempo impegnate nel sostegno di rilevanti iniziative culturali.
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Stati d’animo
Pubblicato da Valentina
Gestisci il tuo stato d’animo.
Uno stato d’animo positivo è una condizione esistenziale a cui tutti ambiscono e, incapaci di raggiungerla, attribuiscono il fallimento agli altri o alle circostanze del mondo esterno.
L’amore, la salute, il denaro, l’aspetto fisico, le condizioni di lavoro, l’età sono una serie di fattori su cui non abbiamo nessun controllo.
Ciò consente a ciascuno di noi di non essere non dico felice, ma almeno di buon umore, perché nulla possiamo fare sulle circostanze che non dipendono da noi.
Eppure questa condizione dell’animo è accessibile a qualsiasi essere umano a prescindere dalla sua ricchezza, dalla sua condizione sociale, dalle sue capacità intellettuali, dalle sue condizioni di salute. Non dipende dal piacere, dalla sofferenza fisica, dall’amore, dalla considerazione o dall’ammirazione altrui, ma esclusivamente dalla piena accettazione di sé che Nietzsche ha sintetizzato nell’aforisma: “Diventa ciò che sei”.
Sembra quasi un’ovvietà, ma non capita quasi mai, perché noi misuriamo la felicità non sulla realizzazione di noi stessi, che è fonte di energia positiva per quanti ci vivono intorno, siano essi familiari, colleghi, conoscenti, ma sulla realizzazione dei nostri desideri che formuliamo senza la minima attenzione alle nostre capacità e possibilità di realizzazione.
Non accettiamo il nostro corpo, il nostro stato di salute, la nostra età, la nostra occupazione, la qualità dei nostri amori perché ci regoliamo sugli altri, quando non sugli stereotipi che la pubblicità ci offre ogni giorno.
Se uno stato d’animo cattivo è il risultato di un desiderio lanciato al di là delle nostre possibilità, non ho alcuna difficoltà a dire che chi è di cattivo umore è colpevole, perché è lui stesso causa della sua infelicità.
A questo punto uno stato d’animo positivo non è più una faccenda di “umore” ma oserei dire un vero e proprio “dovere etico” non solo perché nutre il gruppo che ci circonda di positività, ma perché presuppone una buona conoscenza di sé. Infatti nello scarto tra il desiderio che abbiamo concepito e le possibilità che abbiamo di realizzarlo c’è lo spazio aperto, e talvolta incolmabile, della nostra infelicità.
Le conseguenze sono note: ansia e depressione che diventano condizioni permanenti della nostra personalità, che abbassano il tono vitale della nostra esistenza, quando non addirittura, a sentire i medici, il nostro sistema immunitario, disponendoci alla malattia che non è mai solo un’insorgenza fisica, ma anche spesso una disposizione dell’animo che ha rinunciato a quel dovere etico che Aristotele segnala come scopo della vita umana: la felicità.
Liberamente tratto da Umberto Galimberti per Repubblica.
Articolo postato ieri da Claudio Maffei nel suo blog che desidero condividere con voi.